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	<title>Culturamascalcia.org &#187; MASCALCIA E STORIA</title>
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	<description>Accademia Mascalcia e Podologia</description>
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		<title>LA STORIA DELLA MASCALCIA</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 11:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca C.</dc:creator>
				<category><![CDATA[MASCALCIA E STORIA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote id="bf93fe00"><p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana">Non è facile stabilire dove, come, e chi inizia&#8217;² per primo a ferra­re i cavalli, ma certamente questa esigenza era meno sentita nei paesi con clima caldo secco, che concorre ad accentuare l&#8217;indurimento e la resistenza della scatola cornea. Ancora oggi in tutto il Nordafrica la maggior parte dei quadrupedi da lavoro che vengono utilizzati nelle campagne non viene ferrato, men­tre l&#8217;operazione è indispensabile nei paesi e centri urbani dove le strade sono asfaltate o in altri particolari luoghi e situazioni. Sembra certo che i Greci, per quanto appassionati e conoscito­ri di cavalli non usassero nessun sistema per difendere i loro piedi, traspare invece evidente dalle citazioni di illustri autori quale importanza dessero alla buona conformazione dello zoc­colo e quanto si sforzassero di conservarla. Nemmeno i Romani conoscevano la ferratura, e il nerbo dei lo­ro eserciti era costituito senza dubbio dalla fanteria piuttosto che dalla cavalleria. Bisogna notare che, a quei tempi, non es­sendo ancora conosciuta la staffa; la cavalleria aveva pia&#8217;¹ la funzione di spostare velocemente un certo numero di armati da un punto all&#8217;altro del teatro delle operazioni: gli armati, giunti a contatto con il nemico, combattevano facilmente anche a piedi, visto che la mancanza di staffe rendeva la posizione del cava­liere instabile e i suoi colpi poco efficaci. Tutti gli autori del tempo, sia di cose militari che di veterinaria, concordano nel raccomandare la scelta di cavalli con zoccoli duri e resistenti, dritti e concavi. Suggerivano altresa&#8217;¬ di tenere gli animali su terreni asciutti e di non tralasciare nulla che potes­se rinforzare il piede dei puledri, ivi compreso il pascolo in zo­ne impervie. Venivano adottate in casi di emergenza misure temporanee di cura e prevenzione in situazioni eccezionali: si utilizzavano probabilmente stivaletti in pelle o altro materiale at­ti a contenere impiastri medicamentosi, esistevano forse veri e propri &#8217;sandali per cavallo dalla suola di ferro che potevano es­sere utilizzati durante le marce di trasferimento su terreni par­ticolarmente difficili. </span><em><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana">L&#8217;ipposandalo è </span></em><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana">l&#8217;unico reperto di questo genere giunto sino a noi; si tratta di una piastra di ferro con i bordi laterali rialzati e muniti di un anello anteriore posto su di un gambo di qualche centimetro piegato e leggermente all&#8217;indietro come per seguire l&#8217;inclinazione della muraglia dello zoccolo, e di un gancio poste­riore rivolto verso il basso in una posizione che si colloca tra i <em><span style="font-family: Verdana">talloni; è facile ipotizzare che dei lacci servissero a fissare al piede l&#8217;ipposandalo. Non si sa quale uso se ne facesse certo è </span></em>che non poteva rappresentare una soluzione definitiva percha&#8217;© un cavallo cosa&#8217;¬ calzato non poteva marciare lungamente e tan­to meno poteva passare ad andature veloci. Sembra che i primi ad avere l&#8217;idea di proteggere i piedi del cavallo con un cerchio di ferro inchiodato sull&#8217;unghia cosa&#8217;¬ da evi­tarne la consumazione, siano stati i Galli e i Celti; ne danno la prova i ritrovamenti di numerose tombe, nelle quali il cavallo era stato sepolto con il suo proprietario. D&#8217;altra parte il clima umi­do e piovoso del loro paese, l&#8217;uso esteso del cavallo e la loro riconosciuta abilita&#8217;  nella lavorazione del ferro avvallano ulterior­mente questa ipotesi.I Romani occupando il loro territorio appresero ben presto la tecnica della ferratura e se ne impadronirono migliorandola e rendendola pia&#8217;¹ funzionale. Sembra infatti che in origine il ferro avesse un <em><span style="font-family: Verdana">profilo ondulato con stampe ovali e i chiodi avesse­ro appunto testa ovale nel senso dell&#8217;altezza e gambo rotondo. </span></em>Solo pia&#8217;¹ tardi,-probabilmente per l&#8217;elaborazione dei fabbri al ser­vizio dei Romani, si arrivera&#8217;  alla lavorazione di un ferro piatto con stampe atte ad alloggiare chiodi con gambo e testa quadra­ti. Questo rappresenta&#8217;² un notevole progresso poicha&#8217;© senz&#8217;altro permetteva un&#8217;applicazione pia&#8217;¹ facile e di maggior durata, po­tendo il gambo quadrato dei chiodo penetrare pia&#8217;¹ profondamen­te nell&#8217;unghia senza il rischio di danneggiarla. Durante il Medioevo, con l&#8217;avvento della cavalleria pesante do­tata di animali di una certa mole e di altrettanto pesanti cavalie­ri, la ferratura diventa&#8217;² ancora pia&#8217;¹ importante pur non essendo ancora generalizzata.Bisognera&#8217;  attendere il XV-XVI secolo per trovare i primi esaurienti trattati di mascalca&#8217;¬a e con essi anche le polemiche tra gli autori sul modo migliore per regolare l&#8217;unghia, ridurre o meno il fettone e la suola, aprire o no i talloni. Vengono pubblicati anche i primi lavori sull&#8217;anatomia e le malat­tie del piede e i possibili rimedi. La mascalcia era arrivata a un riconoscimento ufficiale, e a questo concorsero soprattutto gli sforzi fatti in Italia ed in Francia. Diventata cosa&#8217;¬ una scienza non smisero per questo i contrasti e le opposte tesi tra gli autori, e occorreranno ancora molti anni e molte ricerche, prove e tenta­tivi prima di giungere all&#8217;affermarsi di soluzioni veramente razio­nali in modo che la ferratura fosse intesa come protezione del­lo zoccolo senza per questo alterare le sue funzioni naturali. In alcuni paesi come l&#8217;Inghilterra, gia&#8217;  alla fine del secolo scor­so si sono istituiti <em><span style="font-family: Verdana">Albi di maniscalchi, </span></em>per essere iscritti ai qua­li è necessario sostenere un esame teorico e pratico, e nel 1975 è stato approvato un decreto che proibisce la ferratura di caval­li da parte di persone non qualificate. In Italia esiste la <em><span style="font-family: Verdana">Scuola</span></em><em><span style="font-family: Verdana"> di mascalcia </span></em>presso il servizio veterina­rio militare di Pinerolo, che, con i suoi corsi aperti ai militari e ai civili, prepara degli ottimi maniscalchi, ma non esiste ancora una loro Associazione nazionale na&#8217;© un Albo professionale che garantisca la professionalita&#8217;  di una categoria la cui importanza va continuamente crescendo in concomitanza al nuovo grande interesse per l&#8217;equitazione e il cavallo.</span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana"></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana"></span><em><strong><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana">http://associazioni.comune.firenze.it/cavalloambiente/mascalcia.htm</span></strong></em><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana"></span></p></blockquote>
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		<title>Chi è il Maniscalco</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 12:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca C.</dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
		<category><![CDATA[MASCALCIA E STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il maniscalco è l&#8217;artigiano che esercita l&#8217;arte della mascalcia, ossia del pareggio e ferratura del cavallo e degli altri equini domestici (asino e mulo).
L&#8217;etimologia della parola è strettamente legata a quella di maresciallo (come dimostra anche la vecchia variante sininimica mariscalco), dalla radice mare (in inglese, giumenta) e dalla radice shall (dovere, responsabilita&#8217; ); indica quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote id="75a78f12"><p>Il <strong>maniscalco</strong> è l&#8217;artigiano che esercita l&#8217;arte della <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Mascalcia" title="Mascalcia">mascalcia</a>, ossia del <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Pareggio_e_ferratura" title="Pareggio e ferratura">pareggio e ferratura</a> del <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Cavallo" title="Cavallo">cavallo</a> e degli altri equini domestici (<a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Asino" title="Asino">asino</a> e <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Mulo" title="Mulo">mulo</a>).</p>
<p><font style="background-color: #ffffff">L&#8217;etimologia </font>della parola è strettamente legata a quella di <em>maresciallo</em> (come dimostra anche la vecchia variante sininimica <em>mariscalco</em>), dalla radice <em>mare</em> (in inglese, giumenta) e dalla radice <em>shall</em> (dovere, responsabilita&#8217; ); indica quindi inizialmente <em>colui che si occupa/che è responsanbile/che si prende cura dei cavalli</em>.</p>
<p>Storicamente, l&#8217;arte del maniscalco si sovrapponeva in parte a quella del <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Fabbro" title="Fabbro">fabbro</a>; i ferri venivano infatti forgiati al momento, e su misura, secondo le necessita&#8217;  dei cavalli. Attualmente l&#8217;ampia dispobilita&#8217;  commerciale di ferri di cavallo gia&#8217;  pronti rende inutile il loro confezionamento, ma è comunque richiesta una certa competenza nella lavorazione del ferro per i necessari adattamenti che vengono attuati a freddo o a caldo con i tradizionali attrezzi del fabbro (<a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Fucina" title="Fucina">fucina</a>, <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Incudine" title="Incudine">incudine</a>, <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Martello" title="Martello">mazza</a>).</p>
<p><em>L&#8217;atto dell&#8217;adattamento e dell&#8217;applicazione del ferro non esaurisce il compito del maniscalco; infatti, una importante fase della ferratura è il <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Pareggio" title="Pareggio">pareggio</a>, che consiste nell&#8217;asportazione dell&#8217;eccessiva crescita delle varie parti dello <a href="http://culturamascalcia.org/wiki/Zoccolo" title="Zoccolo">zoccolo</a> rivolte verso il suolo (<em>muraglia, fettone, suola, barre</em>).</em><em> </em></p></blockquote>
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