L'etimologia della parola Maniscalco è strettamente legata a quella di maresciallo (come dimostra anche la vecchia variante sininimica mariscalco), dalla radice mare (in inglese, giumenta) e dalla radice shall (dovere, responsabilità); indica quindi inizialmente colui che si occupa/che è responsanbile/che si prende cura dei cavalli.
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Una frattura della P3
Filippo, socio dell’ Accademia di Mascalcia e Podologia ci invia le note seguenti in relazione alla frattura della terza falange occorsa ad un cavallo di sua poprieta’.
” Il cavallo che si e’ fratturato la p3 ( terza falange ) e’ il mio puledro s.i. di 3,5 anni…era in piena attivita’ , infatti si e’ piazzato in 9° pos. nelle gare di salto in liberta’ UNIRE, sia a UDINE che a CITTA’ DI CASTELLO .

Purtroppo una mattina ha fatto una sgroppata di troppo, e si e’ colpito violentemente un posteriore con l’altro .
Da subito mi sono accorto che si era fatto male, ma lui ha continuato per un altro po a galoppare, fin quando ha rallentato e ha cominciato a zoppicare ,fino a che non ha piu’ appoggiato la gamba .Dopo la lastra (che vi faro avere) abbiamo accertato la crinatura della terza falange. Al momento il cavallo e’ detenuto nel box da dieci giorni evitare l’ aggravio della sua condizione, ma ha ricominciato a caricare piano piano il peso. (molto piano).
La prognosi va tra i 4 e 6 mesi, tutto dipendera’ dal responso della lastra che faremo fra un mese , nell’occasione rifaremo di nuovo quella ferratura ortopedica.Ad ogni modo il recupero dovrebbe essere del 100 % .Infatti la p3 e’ l’unico osso che, essendo bloccato nella scatola cornea , riesce a risaldarsi bene ,basta armarsi di gran paziena. Seguiranno informazioni sullo sviluppo e la risoluzione auspicabile della patologia in corso.”


NOTE GENERALI SULLA FERRATURA IN PRESENZA DI FRATTURA DELLA TERZA FALANGE NEGLI EQUINI:
L’intima connessione che esiste tra la scatola cornea e la IIIª falange, chiamata l’ingranaggio dermo-cherafilloso, fa sì che abbiamo una specie di contenimento naturale della frattura. Quest’apparato sospensore della IIIª falange è pero dinamico e flessibile. Se l’elaterio dello zoccolo con i suoi movimenti di diastole e sistole è un pregio nel piede sano, in questo caso rappresenta un fattore negativo perché l’esuberanza del callo osseo che si formerà è in rapporto diretto con il grado di mobilità. In pratica la ferratura terapeutica per la frattura della IIIª falange ha obiettivi diametralmente opposti alla ferratura di un piede normale; deve evitare il più possibile il movimento elastico della scatola cornea.
Il metodo migliore consiste nell’applicazione di un ferro a quattro barbette; due davanti e due dietro al punto più largo dello zoccolo. Inoltre è consigliabile un inserto a “cuore” che evita il contatto tra fettone e terreno (o meglio lettiera visto che il paziente va incontro ad una lunga stabulazione). Il fettone non deve nemmeno prendere appoggio su quest’inserto. (vedi foto) Alla prima applicazione il piede lesionato è molto dolente perciò può rendersi necessaria un’anestesia locale (perineurale palmare o plantare). A volte se ne può fare a meno pareggiando a caldo (cosi le barbette s’alloggiano con il minimo uso del martello) e usando pochi chiodi (quattro sono più che sufficienti, sono le barbette che “tengono”). Inoltre la prima volta è preferibile non sferrare e/o pareggiare il controlaterale. H.C.

A contrassegna la terza falange nel cavallo
Talloni schiacciati
Ian McKinlay offre consulenza attraverso un video su Youtube
Lo specilista in ricostruzione e riparazione degli zoccoli, Ian McKinlay, noto per la sua cosidetta “stop-gap” metodologia che ha messo in condizione il piu’ famoso dei cavalli da corsa come Big Brown , nonostante la presenza di fratture del corno ( setole ) di correre nuovamente il Kentucky Derby, ha creato un breve video sulla risoluzione della problematica dei talloni schiacciati . Ian ha parlato recentemente al pubblico durante la conferenza RSO sulla gestione del piede equino a Saratoga e sara’ presente durante la conferenza alla AAEP a San Diego, California nel mese di dicembre. Per saperne di più sulla sua metodologia detta a doppia densità potete consulatare www.tenderhoof.com
Intanto godetevi con attenzione questo video.
Rilevatore di zoppie per cavalli.
Un veterinario inventa un rilevatore di zoppie per cavalli. Ma Kevin Keegan, professore di medicina Veterinaria e Chirurgia presso la MU ( Missourian University), ha creato un apparecchiatura tecnologica in grado di rilevare le zoppie degli equini causate anche dalla sindrome laminitica ;lo strumento sara’ commercializzato negli Stati Uniti a partire dalle prossime settimane . Leggi l’ articolo.

Tre sensori sono immessi sul cavallo . I sensori sono in grado di misurare l’accelerazione testa, l’ accelerazione del bacino e la velocita’ angolare dell’ anteriore destro. Attraverso la lettura di queste misurazioni i veterinari saranno in grado di determinare se è un cavallo e’ zoppo prima che mostri tutti i segni.
Alla fine degli anni 90, Keegan ha iniziato a lavorare sul rilevatore di zoppie legate alla patologia della laminite con un semplice obiettivo: sviluppare un metodo obiettivo di individuazione . “Ogni medico dice qualcosa di diverso con il semplice metodo di osservazione, così abbiamo bisogno di un modo per insegnare ai nostri studenti esattamente ciò che e’ da guardare” ha detto Keegan, che e’ anche il direttore del Programma E. Paige Laurie Dotatin realativo alla zoppia equina a MU.
Attraverso una valutazione svolta da più veterinari, ha trovato, ad esempio, che nel guardare un cavallo sulle gambe anteriori, questi veterinari concordato fra loro solo nel 25% dei casi. Keegan poi ha iniziato a osservare i cavalli sul treadmills ( lo speciale tapis roulant pergli equini ) applicando dei marcatori- sensori in grado registrare i movimenti e di trasmettere le informazioni ad un computer.

Applicazione dei sensori da parte della Dott.sa Loni su Goldie
Keegan ha frequentato la facolta di ingegneria della MU e sviluppato regole ed equazioni in grado di analizzare i movimenti, coadiuvato dall ingegnere professore P. Frank Pai, che lavora solitamnte sulla valutazione dei danni causati dalle vibrazioni in ambito aereospaziale. Il lavoro di miniaturizzazione dei sensori e’ stato inoltre sviluppato con l’ ingegner nipponico Yoshiharu Yonezawa , con il quale ha lavorato strenaumente per ridurre anche il numero dei sensori necessari per le valutazioni e per l’ ottimizzazione degli strumenti necessari per la registrazione dei valori. di movimento Dopo essere passati all’ utilizzo di soli 4 marcatori, le attrezzature, adesso senza fili,si e’ passati alla fase definitiva dove e’ necessario l’ uso di soli tre sensori per valutarele misure di accelerazione della testa , del bacino e la velocità angolare della parte anteriore della gamba.

I sensori hanno un raggio di trasmissione di circa 450 metri e possono essere ricaricati 500 volte
Se il cavallo e’ sano i dati sono simile a una sinusoide simmetrica. Un cavallo zoppo ha una risposta differente ed e’ possibile rilevare discrepanze nella forma della sinusoide , ha detto Keegan. Una analisi della frequenza, e’ in grado addirittura di individua la posizione della zoppia, Ora l’ apparecchio e’ in fase di commercializzazione sotto il marchio Equinosis. E ‘un nuovo approccio ad un problema molto vecchio. Certo non ci saranno cliniche Veterinarie che non ne vorrebbero uno, indipendemente dal costo . Un ulteriore vantaggio potrebbe esser per quei veterinari che non trattano zoppie quotidianamente per non doversi basare esclusivamente sull’ esperienza. Staremo a vedere se l’ appareccho sbarchera’ anche in Italia e quale sara’ il costo definitivo.
articolo a cura di L. Casati
Ma che cos’ e’ ?
Al primo impatto visivo potrebbe essere la cornice hi-teck di qualche strumento di bordo di una navicella spaziale caduta nell’ area 51. E’ forse un ferma carte?
No, pare essere un ferro alla “stato dell’ arte” cosi ci garantisce l’ azienza che lo produce e che e’ in attesa di brevetto.
Possimo definirlo un ferro 3-D .Relativamente ai ferri, in questi anni si sono susseguite innovazioni e invenzioni che non sempre, anzi raramente hanno avuto un successo decretato dai reali benefici che essi promettevano di garantire.

Qui siamo difronte ad uno studio condotto con scientificita’ assoluta, anche se cio’ non sempre serve a garantire il successo di un prodotto. In ogni caso, e al momento non abbiamo ragione di non crederci, l’ azienda recita testualmete:” A differenza di altri prodotti sul mercato, noi personalizziamo ogni ferro sulle tue specifiche necessita’, utilizzando una combinazione di caratteristiche per raggiungere il massimo del comfort e sostenere le esigenze del vostro cavallo…..A differenza di altri metodi che utilizzano ad esempio cuscinetti in gomma che non possono garantire in ogni istante l’esatta angolazione, il nostro ferro lo fa in ogni istante e offre un supporto migliore e facilita’ di movimento.
Quanto sotenuto e’ ricontrato dalle radiografie mostrate nel sito del produttore che sottolinea :“Il nostro obbiettivo principale è quello di creare un ferro per far fronte alle esigenze specifiche di ciascuno zoccolo del cavallo. L’ottimizzazione della struttura ossea è l’obiettivo numero uno. Questo viene fatto attravero la specifica combinazione di tutti gli angoli anteriore, posteriore, mediolaterale in ogni ferro per ciascuno degli zoccoli.”Una serie di ferri in alluminio standard , ma sopratutto la possibilita’ di farseli costruire appositamente sulle necessita’ del proprio cavallo .
Non vedo l’ ora di vedere uno di questi ferri su un cavallo in Italia, succedera’ ?
Approfondimenti: HOOFTECH a visible difference
Un ferro di cavallo è un oggetto, generalmente a forma di U, fatto di ferro, gomma, plastica, cuoio o un laminato di queste sostanze, inchiodato o incollato allo zoccolo di un cavallo o di alcuni altri animali domestici, come i muli. Usati come talismano, si dice che i ferri di cavallo portino fortuna. Sono anche usati per un gioco popolare nei paesi anglofoni, chiamato horseshoes ("ferri di cavallo").


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